Irvine Welsh e le pagine del mattino

Irvine Welsh

[Per gentile concessione https://www.flickr.com/photos/ari/%5D

Conosco poco Irvine Welsh. Ho letto solo Trainspotting, tempo fa, lo confesso. Sta nella pila immaginaria dei romanzi che prima o poi rileggerò, perché quando a suo tempo li lessi non ero nel mood più appropriato per amarli.

La vita sessuale delle gemelle siamesi mi ha incuriosito anzitutto per il titolo. In effetti è complicato avere una vita sessuale, se hai un’altra persona attaccata a te. Soprattutto, poi, se le terminazioni nervose che portano dritte alla vagina sono condivise con la siamese di cui sopra. Che nel caso del romanzo, è pudica, religiosa e non troppo amante dei fluidi corporei.

Qualcosa di simile accade con le “altre” protagoniste del romanzo, Lucy e Lena. La prima scolpisce ciccia per trasformarla in muscoli, la seconda modella ossa di animali in sculture che valgono migliaia di dollari. Il romanzo descrive il loro primo incontro e l’evolversi di un legame simbiotico, ossessivo, appunto da gemelle siamesi. Lena è obesa e ha un attaccamento compulsivo verso il cibo, Lucy ha la missione di restituirle un corpo decente. Il fitness è per lei una sorta di religione, e il suo dio è Michelle Parish (che thanks Google ho scoperto esiste realmente).

In un immaginario scambio di mail, Michelle cerca – fra le altre cose – di convincere Lucy che (1) un percorso di miglioramento fisico|corporeo funziona solo se accompagnato da un percorso parallelo verso il benessere psicologico e che (2) un percorso di miglioramento psicologico ha possibilità di riuscire solo con il contributo delle Pagine del Mattino.

Nella recensione che ho scritto su mentelocale.it non le ho citate, mancava il filo logico necessario per incastrarle, ma mi piace farlo qui. Ho scoperto le Pagine del Mattino alcuni anni fa leggendo The Artist’s way di Julia Cameron, un manuale per la creatività che insegna davvero un sacco di cose. Il mantra è in sintesi questo: viviamo in un mondo dove ci insegnano che con la cultura non si mangia e l’unico modo per pagare le bollette è incastrarci in orario 9-17 (straordinari esclusi) in un lavoro che non ci piace, e la creatività lasciamola ai bambini e ai pensionati. Sbagliato! La creatività è parte integrante di noi, un nostro diritto, e abbiamo il compito preciso di abbattere tutti i sensi di colpa che ci impediscono di svilupparla a pieno.

Uno degli strumenti per fare questo, sono appunto le Pagine del Mattino. 750 parole al giorno, da scrivere appena svegli, quando si è ancora abbastanza rinco** dal sonno per essere dannatamente sinceri e non ancora avviluppati dai mille e più pensieri della giornata. Un flusso di coscienza di tutto quello che ci passa per la mente (fresca di riposo), da mettere su carta a macerare prima che la giornata inizi.

Ci ho provato per un po’. Più o meno ci impiegavo mezz’ora. Poi le molte attività pre-mattutine (ho scoperto che la fascia oraria 6-8 è quella in cui rendo meglio) mi hanno fatta desistere. Da un lato mi dispiace, perché un po’ servivano davvero. Dall’altra, forse era tutto un rigirare la stessa frittata, di quei pensieri che sono identici anche a mezzogiorno e alle quattro del pomeriggio.

So che a molte persone questo metodo ha cambiato la vita. Non so perché Welsh abbia scelto di raccontarlo e così bene, ma si incastra alla perfezione nella storia.

Perciò oggi vi ho dato non uno, ma due consigli di lettura che più opposti non si può, ma che riescono inspiegabilmente a convergere.

Se ne leggerete uno solo, o entrambi, fatemi un fischio.

Gruppo di Supporto Scrittori Pigri: Rolf e la mareggiata

Orbene, ecco il fatto: c’è una mia concittadina – scrittrice veramente in gamba – che si chiama Barbara Fiorio e ha creato una bella iniziativa, un laboratorio di scrittura creativa online chiamato Gruppo di Supporto Scrittori Pigri. L’ideale per chi, come la sottoscritta, prende la penna in mano un giorno sì e tre no ed è sempre alla ricerca di qualcuno che le dia una forchettata nel didietro per spronarla a buttar giù due righe.

Fatto sta che ci sto facendo un pensierino. E fatto sta che, pur essendo il laboratorio a pagamento, lo staff del GSSP ha creato un maraviglioso contest per vincere l’iscrizione.

Si può partecipare fino al 31 agosto 2014. Basta scrivere un racconto 2.000 battute spazi inclusi, inviarlo al GSSP e aspettare che venga caricato sul profilo Faccialibro del suddetto. Poi, largo ai voti. Chi ha più voti (e/o chi viene scelt* da una giuria di espertissim*) vince.

Dunque, tutta questa sbrodolata per dirvi che partecipo anche io al contest con un raccontino. Si intitola Rolf e la mareggiata. Se volete leggerlo basta cliccare qui, e se vi gusta almeno un pochino (e siete in possesso di un profilo su Faccialibro), potete pigiare il tasto sinistro del mouse in corrispondenza del Mi piace e aiutarmi nella scalata.

Se vinco prometto caffè e pasticcini per tutt* :)

Per chi vuole unirsi nell’impresa e partecipare con un racconto, ecco il regolamento completo del contest.